Mi piace lavorare

Sono stati giorni bellissimi dal punto di vista climatico, anche se li vivevo solo nella pausa pranzo e nei momenti in cui c'era da far qualcosa di pratico all'aperto [vedi alla voce "Laureeeeeen, c'è da scenografare il tavolino, vai a comprare lo spray blu e passacelo due volte"], anche come temperature, e quando stamattina sono uscita col cane l'aria era rarefatta e tagliente, e ho sorriso, perchè sento che finalmente arriverà quell'inverno gelido tanto agognato lo scorso anno, e forse mi troverà pronta.

L'altra sera a cena osservavo questi teatranti gaudenti, che alle volte sembrano fare spettacoli solo per potersi fare le goduriosissime cene notturne, in cui si ride, si coniano ottavine e tutto è sempre un gioco, tutto è sempre teatro, pochi attori smettono di essere attori , una volta scesi dal palco. Poi , sotto la categoria attori, inteso sempre come attori di teatro [perchè sennò la cosa è troppo vasta] si possono individuare diverse specie:ad esempio stavolta lavoravo con un guitto, un'attrice di scuola-di-teatro, un excabarettista reinventatosi teatrante e un Attore, di quelli con la A maiuscola. Tutto sommato, è gavetta, tutto sommato, è esperienza, ed è bello sentirsi telefonare dal Guitto che ti dice che vuole tirar su una performance con l'Attore e che se trovassero i finanziamenti, insomma, beh, vorrebbero proprio te lì dietro.
Se trovano i finanziamenti, appunto, visto che stavolta non si è vista una lira, e non ho potuto obiettare nulla al riguardo perchè il mio nome l'ha fatto proprio l'ETI, tramite il teatro più importante di Firenze. Noblesse oblige.
Sono le sòle della gavetta, bisogna essere pronti a fronteggiarle.
Mentre mi facevo venire i baffi con la schiuma di latte, guardavo i camerieri scherzare fra di loro,


Potessi, farei mille lavori. In realtà potrei, volendo. Sono dell'opinione che si possa tutto, volendolo. Ma prevede un dispendio temporale enorme. Insomma, non potrei fare la sarta per un solo anno, non imparerei abbastanza per fare le cose sufficientemente bene da poter vivere con i miei guadagni. Stesso vale per gli altri mestieri. E io credo di sapere dove voglio lavorare, non posso buttare anni in giro solo perchè mi piacerebbe provare tutto.
Che so, la panettiera. La camionista, in fondo mi piace guidare. La cuoca, anche se sono negata.
Saper fare, ecco. Mi piacerebbe tanto saper fare, saper fare tante cose diverse. Mi piace fare.
Credo sia per questo che mi piace lavorare.
I giorni in cui non lavoro sto peggio, mi sento socialmente poco utile, e fatico a comprendere chi non lavora e magari manco studia in maniera seria, e passa le sue giornate nella nullafacenza. Che, beninteso, io trovo straordinaria et dolcissima, ma a rendermela tale è proprio il fatto che lavoro, e godo il mio tempo libero assaporandolo, non ciondolandomici dentro.
Tutto questo per dire?
Ah sì, che sto lavorando sempre meno, in libreria.
Non vado granchè a genio alla direttora, ed è reciproco.

"Tu non fai niente per piacerle" mi ha sgridato il vicedirettore. Tragicamente vero.
Credo che anche in futuro non farò un accidenti di niente, per piacerle.
"Potresti usare questo tempo per studiare, e finire sto dams, invece di lamentarti. "
E' esattamente quel che ho in mente, maledetti grilli parlanti tutti. Da martedì, giro di ricevimenti dai professori, sperando di non conoscere un'altra tizia lesbica di Palermo come quella mignatta della settimana scorsa, quando sono andata dalla tutor a chiedere consiglio e conforto per la mia devastantemente rallentata carriera universitaria.
E poi c'è una cosa grande che bolle in pentola. Ma siamo scaramantici, noi teatranti - essì, alla fine è proprio questo, quel che voglio fare , nella vita e che mi trattiene dal fare quasiasi cosa d'altro - e ne parlerò a tempo debito, magari al mio rientro da Parigi.
Non avevo detto che andavo da Bertrand?
Oh, che sbadata.
Ne parlerò al mio ritorno.
Intanto, beccatevi la stupefacente immagine che esce fuori da google immagini se cercate carriera universitaria:

geniale.
3 Commenti:
bellissimo post. però, mi è sorta una domanda: c'è tanta gente che va a comprare i giornaletti porno in edicola?
fantastico...a quando il primo lavoro insieme? :D
c'è pieno di gente che compra i porno, e vivaddio.
ci sarebbe meno violenza sessuale se comprassero più porno e si masturbassero di più, sti malati di mente.
io li vendevo anche ai bambini di 15/16 anni. la sega è un diritto sacrosanto.
caro ted, non saprei,
con quale testo?
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